Quando la Supply Chain è resiliente?

Condivido un po’ di riflessioni scaturite da un articolo pubblicato da Inbound Logistics (www.inboundlogistics.com) che ha attirato la mia attenzione ad agosto e che – dopo il recente drammatico terremoto – è quanto mai attuale.

Le principali interruzioni nella supply chain, sono comunemente definiti eventi “Black Swan”. Il “Cigno Nero” è un evento imprevedibile o imprevisto, in genere con conseguenze estreme. Parliamo appunto di eventi geopolitici di grande impatto, con una bassa probabilità di previsione quindi difficilmente gestibili. Sapere esattamente dove si trova il prodotto nella catena di fornitura è in questi casi ancora più importante.

Gli effetti di un uragano, inondazioni, i prezzi del petrolio fluttuante, disordini politici, e le chiusure delle frontiere possono essere attenuati aumentando la visibilità della supply chain con standard che consentono un ambiente di lavoro più fluido e comunicativo, che forniscano un linguaggio comune per identificare, catturare e condividere prodotti, posizione e informazioni in tempo reale. Il rispetto di regole standard che consentono la visibilità della supply chain diventa infatti un bene più che prezioso quando si verifica un evento imprevisto e rendere resiliente la Supply Chain a fronte di qualunque accadimento.

Visibilità e agilità: due parole-chiave

L’articolo riporta alcuni dati interessanti.

Il 70% delle piccole e medie imprese che hanno risposto ad un sondaggio gestito dal Business Continuity Institute di Zurigo hanno risposto che non hanno nessuna visibilità sulla propria catena di distribuzione. E il 74% delle aziende in tutto il mondo ha subito una interruzione delle forniture nel corso dell’anno passato, mentre il 14% dichiara perdite superiori al milione di euro quale conseguenza della mancanza di visibilità

La mancanza di visibilità è causa di stress per l’intera catena di fornitura, dai produttori ai fornitori, proprietari di marchi, rivenditori, retailer e influisce negativamente sull’esperienza del cliente.

Una situazione di crisi aggrava ulteriormente questo effetto. Utilizzare un sistema flessibile, basato su regole comuni, aperto quindi dinamico porta alla condivisione o ancora meglio alla conoscenza.

In tale prospettiva glie eventi “Black Swan”, possono essere affrontati condivisi e superati. Un sistema chiuso all’esterno obbliga invece a “rimescolare rapidamente sempre le stesse carte” per trovare piani alternativi.

L’adozione di norme per migliorare la visibilità contribuisce a creare una supply chain agile che espande le capacità di una società di soddisfare le esigenze di consumatori multi-canale di oggi, e adattarsi ad un ambiente economico in rapida evoluzione trainato dalla crescita del commercio elettronico.

Le aziende che utilizzano – in contrapposizione al modello “a compartimenti stagni” – l’interoperabilità di standard, sistemi di identificazione, acquisizione e condivisione delle informazioni su un prodotto, beneficiano di efficienza operativa complessiva e visibilità in tempo reale, in grado di rispondere con la velocità e la precisione richiesta proprio quando è più necessario, aiuta a gestire il rischio durante le operazioni normali e in tempi di crisi.

Concordo pienamente sulla necessità che I team di gestione della supply chain di oggi si debbano concentrare sul raggiungimento dell’agilità necessaria a creare catene di fornitura resilienti, che non sono solo uno strumento di gestione del rischio efficace, ma prezioso al di là di una crisi.

E compito nostro è proprio quello di fornire ai nostri clienti i migliori strumenti e il miglior supporto di pianificazione possibile nell’organizzare una Supply Chain resiliente.

Per questo noi di Mobiix insistiamo sulla condivisone delle informazioni e sull’adozione di standard, ovvero sulla normalizzazione di un processo riassunto nel claim “make it easy”. Le nostre soluzioni, le nostre App, sono progettate proprio con l’obiettivo di facilitare la maggiore efficienza operativa possibile attraverso la visibilità su tutta la catena di fornitura, la condivisione della conoscenza, la disponibilità di tecnologie che semplifichino il processo.

Walter Roffinoli

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